Anello Appenninico di Fine Inverno
Tutti noi abbiamo sempre mille impegni, ma uno spazio per un bel giretto in moto dobbiamo sempre cercare di ritagliarcelo.
La giornata aveva quell’aria limpida che invita a salire verso la montagna, quindi appena pranzato sono sceso in garage e mi sono vestito: sotto casco, casco, giacchetto, guanti. Ho acceso la moto e via.
Il motore ancora freddo, la città alle spalle, e subito la strada che si stringe verso il Valico di Scheggia: un’ascesa familiare, ma ogni volta diversa. L’asfalto porta i segni dell’inverno, ma il ritmo è buono, le curve si incastrano una dopo l’altra e la vista si apre sui boschi che dormono ancora.
Superato il valico e superata Scheggia, la strada si infila nella gola che porta a Isola Fossara. Le pareti di roccia stringono la luce, il motore rimbalza tra i versanti, e il viaggio cambia tono: più raccolto, più intimo.
Ed è qui che appare, quasi all’improvviso, l’Abbazia di Sant’Emiliano in Congiuntoli.
Romanica, severa, isolata, con il suo prato davanti e il campanile a vela che sembra disegnato apposta per essere visto da un motociclista in transito. È uno di quei luoghi che non chiedono di fermarti, ma ti restano addosso: un frammento di Medioevo incastonato nella valle.
Questa antica abbazia, é dedicata a San Bartolomeo e a Sant'Emiliano e sorge ai piedi di Monte Aguzzo in una valle angusta circondata da monti, che la chiudono come in una prigione. Non sapevo della sua esistenza e me la sono trovata davanti agli occhi.
È detta Badia di S. Emiliano o di “Congiuntoli“, perche qui si congiungono Rio Freddo, che scaturisce dalle rocce del Montecucco, e il Sentino che scende dai colli eugubini.
Poi la deviazione verso Fabriano, con l’Appennino che si distende in colline più morbide. Qui il paesaggio cambia tono: meno selvatico, più aperto, quasi un preludio alla pianura marchigiana. Una pausa breve, giusto il tempo di guardarsi intorno e riprendere la via del ritorno.
Il rientro passando per Branca è un ritorno alla quotidianità , ma con quella sensazione addosso che solo un giro ben fatto sa lasciare: la mente più leggera, il corpo più vivo, la moto che sembra ringraziarti.
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Itinerario sintetico
- Partenza: Gubbio
- Salita: Valico di Scheggia
- Discesa: Isola Fossara
- Prosecuzione: Fabriano
- Rientro: Branca → Gubbio
- Terreni: asfalto misto, tratti montani, gole e colline aperte
Box tecnico EnduRoads
- Difficoltà : bassa → media (per via dell’asfalto variabile in inverno)
- Punti critici: possibili umidità in ombra tra Scheggia e Isola Fossara
- Moto ideale: qualsiasi touring o adventure; perfetto per monocilindrici e bicilindrici leggeri
- Momento migliore: mattine limpide di fine inverno o primavera precoce
Perché questo giro funziona
- Offre tre paesaggi diversi in meno di due ore: montagna, gola, collina.
- Ha un ritmo naturale: salita → discesa tecnica → scorrimento.
- È un anello perfetto per “staccare” senza programmare troppo.
- È vicino a Gubbio ma dà la sensazione di essere andati lontano.
Scarica la traccia GPX
https://liberty-rider.com/it/roadbooks/2082048/attorno-al-parco-del-monte-cucco
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