All’ultimo minuto mi sono reso conto che avrei potuto concedermi un’uscita all’ora di pranzo. Una di quelle fughe improvvise che non programmi, ma che proprio per questo hanno un sapore speciale. Così, poco prima di mezzogiorno, ho acceso la moto e sono partito con quella sensazione di libertà che ti prende allo stomaco appena imbocchi la strada.
Ho puntato verso Marsciano, lasciandomi alle spalle la routine della mattina. Da lì ho proseguito per San Venanzio, dove il paesaggio comincia a farsi più morbido e silenzioso, come se l’Umbria volesse accompagnarti gradualmente verso il cuore delle sue colline.
La strada mi ha poi portato a Montegabbione, un piccolo borgo arroccato che sembra sospeso nel tempo. È uno di quei paesi che non fanno rumore, ma che ti restano impressi per l’atmosfera: vicoli stretti, pietra ovunque, e quella calma tipica dei centri umbri più autentici. Nonostante le dimensioni ridotte, Montegabbione custodisce una storia antica e un territorio ricco di boschi e panorami che si aprono all’improvviso tra una curva e l’altra. Passarci in moto è quasi meditativo.
Da lì ho continuato verso Piegaro, attraversando un susseguirsi di colline che sembravano disegnate apposta per essere percorse senza fretta. Infine, passando per Solomeo, con i suoi paesaggi armoniosi e curati, ho fatto ritorno a Gubbio, soddisfatto di aver trasformato una semplice pausa pranzo in una piccola avventura su due ruote.
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